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Grecia, la crisi colpisce anche il cabotaggio

Grecia, la crisi colpisce anche il cabotaggio
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Grecia, la crisi colpisce anche il cabotaggio

L’incendio sulla Norman Atlantic, noleggiata alla compagnia marittima greca Anek, mette sotto i riflettori il trasporto marittimo su traghetti nel territorio ellenico. È necessaria un’opera di consolidamento tra le compagnie in un mercato che mostra segni di contrazione.  “Il mercato del cabotaggio navale greco ha bisogno di maggiore concentrazione tra le compagnie di navigazione, perché la domanda di trasporti si è ridotta e tutte stanno perdendo denaro“. L’allarme era stato lanciato da Emanuele Grimaldi, presidente di Confitarma e amministrato delegato dell’omonimo gruppo armatoriale, in occasione dell’ultima edizione della Euromed Convention tenutasi a Creta. Queste parole, all’indomani del naufragio del Norman Atlantic e dell’altro incendio che il 30 novembre 2014 aveva coinvolto al largo di Brindisi il traghetto Ierapetra L. sempre della flotta Anek Lines, sono tornate di estrema attualità.
All’interno di una più ampia e approfondita analisi sullo short sea shipping nel Mediterraneo, Grimaldi aveva detto che “il mercato del trasporto marittimo passeggeri in Grecia ha subito negli ultimi anni una notevole contrazione: nel 2013 sono stati trasportati 1,49 milioni i passeggeri, 338mila camion e trailer, 333.805 auto”. La concorrenza viene soprattutto dai voli low cost che mettono sotto pressione i conti delle compagnie di navigazione.
Il cabotaggio greco è vittima, secondo Grimaldi, di “un circolo vizioso, dove la domanda di trasporto dei passeggeri e del cargo è in calo, i risultati finanziari della compagnie di navigazione sono perciò peggiorati, con un indebitamento maggiore le compagnie marittime non investono. Quindi, le navi operative sui collegamenti sono sempre più vecchie e meno sicure, penalizzando l’immagine e il turismo della Grecia. È necessario trovare un nuovo equilibrio di mercato e per fare questo le banche greche devono smettere di fornire denaro a società in perdita”.
Minoan (società del Gruppo Grimaldi) sostiene che sta facendo la sua parte in questo necessario processo di consolidamento del mercato con la chiusura della linea Grecia-Italia da Venezia e con il ritiro di sette navi, che saranno cedute ad altre società che operano nel Mediterraneo occidentale. Il problema, però, avevano sottolineato altri partecipanti al dibattito tenuto in occasione dell’Euromed Convention, è politico. Hercules Haralambides (presidente dell’Autorità Portuale di Brindisi) e Ioannis Avrantinis (CEO di Nel Lines) infatti avevano detto che “le banche operano di fatto come armatori, perché tengono in vita le compagnie di navigazione in perdita e, grazie anche ai sussidi pubblici, mantengono attive le linee con le isole”. Per queste ragioni, Grimaldi è un convinto sostenitore della tesi che “prima si arriva a un consolidamento nel cabotaggio greco e meglio è per tutti”.

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